Quando il mare è già una certezza, il bello di Alghero è tutto quello che riempie il resto della giornata: sentieri sul promontorio, piccoli borghi, tavole sincere, mercatini serali e una stagione culturale che accende la città ben oltre l'ora del bagno.
Sommatoria: se vuoi vivere Alghero in estate senza passare da ombrellone a ombrellone, concentra il viaggio su cinque assi semplici: natura, cavallo, borghi, cucina e serate di piazza. È qui che la città smette di essere solo cartolina e diventa esperienza.
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Natura, sentieri e passeggiate lontano dalla spiaggia
Il primo passo è uscire dalla linea del litorale e guardare verso l'entroterra e il promontorio. Il Parco di Porto Conte, Capo Caccia e l'area del Lago di Baratz offrono paesaggi molto diversi tra loro: falesie, macchia mediterranea, pinete, tratti ombrosi e scorci aperti sul golfo. Anche chi non cerca trekking veri e propri trova camminate facili, punti panoramici e tempi di visita gestibili in mezza giornata.
Per cambiare ritmo, una delle esperienze più piacevoli resta la passeggiata a cavallo. Nelle zone di Porto Ferro e del Lago di Baratz il paesaggio è più ruvido, più silenzioso e meno costruito. Le uscite guidate brevi, adatte anche a chi non monta abitualmente, permettono di attraversare sentieri sabbiosi, tratti di pineta e, in alcuni casi, di arrivare fino alla luce del tramonto con il mare sullo sfondo.
Chi preferisce muoversi in bici o a piedi può organizzare la giornata in modo molto semplice: mattina sui sentieri, pausa lenta in città, sera sui bastioni. È un modo concreto per vedere un'Alghero meno scontata e, onestamente, spesso più memorabile di una giornata passata tutta nello stesso stabilimento.
Borghi da vedere con calma
Se hai un'auto o vuoi dedicare una giornata a una gita fuori porta, i dintorni regalano alcuni dei passaggi più belli del soggiorno. Bosa resta uno dei nomi più amati per una ragione evidente: il fiume, le case colorate, il castello e una dimensione ancora leggibile a piedi. Non ha fretta, e questo si sente.
Castelsardo ha un impatto diverso, più verticale e scenografico, con il borgo raccolto attorno al castello e viste ampie sul mare. Villanova Monteleone, invece, parla più sottovoce e funziona bene per chi cerca un contatto più diretto con l'interno, con le sue abitudini, i suoi ritmi e un'atmosfera meno costruita per il visitatore di passaggio.
Il punto non è collezionare paesi in serie. Conviene sceglierne uno o due e fermarsi davvero: una passeggiata lunga, una bottega, un pranzo semplice, qualche chiacchiera. In Sardegna il tempo speso bene vale più del programma fitto scritto la sera prima.
La cucina che racconta la città
Ad Alghero il tavolo non è un riempitivo tra un'attività e l'altra. È parte del viaggio. La tradizione locale tiene insieme il mare, l'eredità catalana e l'interno dell'isola, per cui nello stesso soggiorno puoi passare dall'aragosta alla catalana a un piatto più rustico come i culurgiones o il porceddu.
Tra i piatti che vale la pena cercare ci sono l'aragosta alla catalana, le preparazioni di mare in stile algherese, i culurgiones, i formaggi del territorio e i vini delle cantine della zona. Nei locali più tradizionali il tono cambia rispetto ai posti pensati solo per il passaggio veloce sul lungomare: meno scena, più sostanza, porzioni spesso più sincere e una cucina che non ha bisogno di travestirsi.
Il consiglio pratico è molto semplice: alterna una cena vista mare a una trattoria più interna, magari appena fuori dalle strade più battute. È lì che spesso si capisce meglio che cosa mangia davvero una città.
Mercatini, botteghe e sere d'estate
Le ore serali nel centro storico hanno una qualità tutta loro. Le vie si riempiono senza diventare per forza caotiche, le botteghe restano vive e i mercatini artigianali diventano un buon modo per esplorare la città senza programma rigido. Il corallo di Alghero resta il simbolo più noto, ma accanto ai gioielli si trovano ceramiche, piccoli oggetti per la casa, conserve, olio, vini e prodotti legati al territorio.
Quando il calendario cittadino si anima, anche il lungomare cambia volto. In alcune settimane estive compaiono fiere serali, stand gastronomici, artigianato e piccole occasioni di acquisto che hanno più il tono della passeggiata di paese che quello del centro commerciale all'aperto. Ed è un bene, perché il mondo produce già abbastanza plastica emotiva senza aggiungerne altra.
Festival, piazze e appuntamenti della stagione
Chi arriva ad Alghero tra giugno e settembre trova quasi sempre una città in movimento. Il calendario cambia di anno in anno, ma il formato è ormai chiaro: concerti, cinema all'aperto, spettacoli itineranti, danza, iniziative enogastronomiche e serate diffuse tra centro storico, lungomare, anfiteatro e borgate.
Nelle edizioni recenti il cartellone estivo della città ha raccolto appuntamenti molto diversi tra loro. Tra i nomi più riconoscibili ci sono l'Alguer Summer Festival, le serate del Cinema delle Terre del Mare, il Mamatita Festival dedicato alle arti performative e alcune date di Abbabula. A questo si aggiungono mercatini e appuntamenti popolari come Ramblas Festa d'Estate, che portano movimento sul lungomare e in via Garibaldi.
Qui conviene essere pragmatici: non pianificare il viaggio affidandoti a un elenco trovato mesi prima e poi dimenticato online. Controlla sempre il programma ufficiale poco prima della partenza, perché date, sedi e artisti cambiano. Però una cosa resta stabile: in estate Alghero non si spegne dopo la spiaggia. Anzi, spesso comincia davvero dopo.
Una giornata tipo senza mare, o quasi
Un itinerario semplice funziona così: mattina nel verde tra Porto Conte e Baratz, pausa pranzo lenta con cucina locale, pomeriggio tra vicoli e bastioni, aperitivo con vista, poi serata tra mercatini, spettacoli o concerto. Se vuoi inserire il mare, fallo come cornice e non come obbligo totale. La vacanza migliora appena smette di sembrare un turno.
Alghero in estate funziona bene proprio per questo equilibrio. Puoi alternare natura, storia, tavola e vita di piazza senza forzare nulla. E quando una destinazione ti permette di cambiare ritmo più volte nella stessa giornata senza diventare dispersiva, di solito significa che ha più spessore di quanto sembri all'inizio.
Buon viaggio e buona vacanza.
05 Commenti


Emilly Blunt
December 4, 2017 at 3:12 pm
Never say goodbye till the end comes!